Piaceri sconosciuti

Quarant’anni. Sono tanti, eppure pochi. Il 1979 è stato un vaso di Pandora per la musica: London Calling, Fear Of Music, The Wall, Specials, Metal Box…si potrebbe andare avanti per ore. Tra tutta questa varietà, c’è un album oscuro, sinistro e allo stesso tempo terribilmente intimo. I Joy Division erano uno dei tanti gruppi punk; livore e furia sul palco, ritmi serrati e provocazione. È Martin Hannet, produttore fondamentale per la Factory, a far cambiare per sempre il volto della band, dilatando e rallentando le geometrie di basso e batteria, spogliando la chitarra e facendo “riscaldare” la voce dalle urla del palco a un cantato crooner, così vicino eppure così lontano.

Niente sarà più come prima dopo Unknown Pleasures, né i Joy Division né la Factory, ma nemmeno i tantissimi gruppi che devono a quel disco iconico gran parte della carriera. Accanto a suoni ed effetti stranianti c’è quella voce e quei testi ad azzerare qualsiasi distanza temporale, perché ancora oggi quel disco è vivo e splende di una luce scura che non ha mai smesso di brillare.

Ovviamente ne parleremo e ascolteremo a This Is Pop?, che è stato già confermato per la prossima stagione e tirerà avanti fino a metà luglio, in occasione della quarantesima puntata stagionale. Sempre in trasmissione abbiamo parlato lunedì scorso del Medimex, ne ho scritto su Sentireascoltare; un bell’evento, davvero. Organizzato benissimo e con una line up internazionale, il festival ha visto sul palco Cigarettes After Sex, Editors, Liam Gallagher e Patti Smith. Il caldo ha fatto il suo, ma al ritorno suoni e immagini di Taranto hanno faticato ad uscire.

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Per quanto riguarda le nuove uscite, mi ha colpito in positivo Frankenstein degli Editors e Shockwave di Liam Gallagher, vediamo se il resto conferma questa sensazione. Mentre il disco del sempreverde Bruce Springesteen è un colpo al cuore e, di contro, Madonna non mi è sembrata in piena forma. Al contrario, si conferma sempre un fenomeno Kate Tempest e anche i singoli delle Sleater Kinney promettono bene, d’altronde il loro nuovo album è prodotto dalla divina St. Vincent. A sorpresa, è tornato anche l’alfiere dell’hauntology Burial con due singoli freschi freschi. Devo dire, però, che queste piacevoli distrazioni non mi stanno fuorviando dall’obiettivo di questo mese: concludere Patriots, il mio terzo libro in uscita a settembre per Arcana. Sono all’ultimo capitolo, quello che parla da vicino del rapporto tra musica e politica in questo ultimo anno. Inutile aggiungere che c’è un bel po’ da dire.

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Le prossime settimane saranno ricche di uscite: Two Door Cinema Club, Hot Chip, Titus Andronicus e il super festival di Glastonbury in testa. Ultima menzione per gli amati Radiohead, che non si smentiscono mai. Una volta subìto il furto di ben 18 minidisc contenenti materiale dell’epoca Ok Computer, i cinque hanno ben pensato di mettere tutto disponibile per 18 giorni su Bandcamp dove a 18€ si può acquistare l’imponente opera. I ricavati vanno a Extinction Rebellion, attivisti di cui vi parla nel dettaglio l’Espresso. Come per il disco dei Joy Division, ci sono alcune cose che invecchiano benissimo. Per fortuna.