Facilissimo da trovare

A volte è la cosa più difficile al mondo, altre volte è di una facilità disarmante: trovare qualcosa, o trovarsi, non è soltanto il fine della ricerca. A volte è un bisogno che prescinde dalle motivazioni o dagli obiettivi. Il nuovo disco dei National non parla prettamente di questo, ma il suo titolo è troppo giusto per non stimolare molte riflessioni. Musicalmente, ma ne parlerò meglio su Sentireascoltare, è la conferma di un gruppo nel pieno delle sue forze.

Altro potenziale molto ben espresso è Father of the Bride dei Vampire Weekend, un album di pop di qualità, tanto ammaliante quanto la sua copertina lascia a desiderare.

In attesa delle prossime uscite (Tyler the Creator, Flying Lotus, Pixx, Hyden Thorpe, Kate Tempest) e dei concerti e festival dei prossimi mesi, sono rimasto alquanto indifferente all’ultimo album di Mac Demarco, una dimostrazione che è sempre più difficile rimanere su piani alti qualitativi ed emotivi.

In questo maggio così freddo e piovoso non mancano (per fortuna) le cose da fare: la stesura di Patriots prosegue tra ascolti, piacevoli riscoperte e tristi prese di coscienza. This Is Pop? prosegue la sua terza stagione, lunedì scorso abbiamo festeggiato le 350 puntate dall’inizio del programma. Sul numero di Left del 10 maggio ho scritto un articolo su come Riace e Mimmo Lucano stiano risvegliando la coscienza politica dei musicisti nostrano, mentre su Sentireascoltare e Rumore continuano le mie recensioni, report, interviste e articoli.

Tra ponti e liberazioni

Foto di Michele Matteo Catanzariti

Un solo ponte quest’anno, ma piuttosto lungo. Pasqua, quel 25 aprile fin troppo bistrattato e Primo maggio: due settimane belle piene, in cui è sempre più facile dimenticare a che giorno siamo. Se poi ci metti anche la febbre, ti ritrovi ad attaccarti ancor di più al senso di Liberazione. Comunque, belle cose anche in questa seconda parte di mese. Ho avuto il piacere di vedere un Manuel Agnelli in formato inedito e piacevolmente sorprendente, ne ho scritto su Sentireascoltare.

Il live mi ha permesso anche di riprendere un disco fantastico, si tratta di Let Them Eat Chaos di Kate Tempest. Meraviglioso, ne scrissi anche su Politics (che, per inciso, è esaurito sullo store di Mondadori, grazie a tutti!). A proposito di libri, la stesura di Patriots prosegue ed è spiazzante – anche qui in senso positivo – il fatto che Riace abbia il ruolo di far tornare gli artisti nostrani a prendere posizione: il Manifesto, Marlene Kuntz e Skin, e Vinicio Capossela sono solo gli esempi più lampanti.

Su Sentireascoltare a breve parlerò dei nuovi album di National e Local Natives, mentre su Rumore tratterò di libri e dischi, a breve sulla versione digitale della rivista sarà pubblicata la mia intervista a Julia Holter. Non posso non dire che quando mi mandarono il disco di Lizzo a gennaio, dicendomi che sarebbe esplosa in un batter d’occhi, non ero così convinto. E invece… Diverso il discorso per le ultime uscite discografiche, che devo in parte recuperare e in parte non mi hanno entusiasmato. Diverso il discorso per la prova coi Parkwave; un po’ arrugginiti, ma è sempre bello ritrovarsi e suonare insieme. La prossima volta passerà meno tempo, promesso! E intanto, domani andrà in onda – in rigorosa diretta – la puntata numero 350 di This Is Pop?. Sono passati quasi tre anni dall’esordio, roba da non crederci.

Tempo di cambiare pagina del calendario, mettere a riposo questo aprile (a me ricorda sempre T.S. Eliot, strano!) e tuffarci in un maggio tutto da decifrare. Di sicuro ci sono un po’ di live: Foals e Medimex in primis. Ci vediamo lì?

Tutto ciò non salvato verrà perso

Mese più lungo del previsto, questo febbraio. A This Is Pop? le puntate sono andate via lisce con tanta bella musica, riscoperte e collaborazioni con – tra gli altri – Transgressive, Massimo Volume, Davide Rossi e Fabrizio Nikki Lavoro di Tropical Pizza. Nel Rumore in edicola parlo di Pom Poko, delle giapponesi insolenti Chai e di qualche altro libro e disco.

Parlando di album, però, non posso non citare i Foals; il loro Everything Not Save Will Be Lost Part 1 è per me uno dei dischi dell’anno. Lo è sin da gennaio, quando me lo passarono da Warner. Tutto quello che ho da dire in merito l’ho lasciato alle pagine cartacee di Rumore e a quelle digitali di Sentireascoltare. Ma l’ultimo mese ci ha consegnato altri suoni: l’energia live degli Lcd Soundsystem (Electric Lady Sessions), il bel pop dei nostrani Tersø e Mahmood, i ritorni di Solange e Weezer e l’anticipazione del nuovo album dei National, in arrivo a maggio.

In queste settimane ho potuto anche assistere ai bei live di Fadi, dei pezzi ‘e core Be Forest, dei fantastici I Hate My Village e, a breve, del buon Dimartino. La primavera è sempre più vicina, me ne accorgo più che altro dall’allergia, e la sensazione che quest’annata di musica sarà piuttosto interessante diventa sempre più reale. Speriamo bene!